Madre Scolastica (44)

a cura di sr. M. Joseph Oberto
 

      


 

Chiediamo di notificare con sollecitudine eventuali grazie ricevute per intercessione della Serva di Dio Madre M. Scolastica Rivata e di comunicare tutte le testimonianze su di lei, anche piccole. Tutto è materiale prezioso per il lavoro della Postulazione e la vostra è collaborazione preziosissima! E’ attivato anche un apposito indirizzo e-mail: madrescolastica@pddm.org.

 

Madre Scolastica
dimora nella
Chiesa Gesù Maestro

 

             La bellezza suggestiva della Chiesa Gesù Maestro, voluta e seguita nella sua prima realizzazione dal Beato Giacomo Alberione, dal 3 aprile 2008 ha accolto una particolarissima “opera d’arte”. Non si tratta di un quadro o di una statua o di un monumento ma di una persona che si è lasciata lavorare giorno dopo giorno dal Sommo artista.
              L’urna che racchiude i resti mortali della Serva di Dio Madre M. Scolastica Rivata, posta sotto la vetrata della creazione dell’uomo e della donna, riceve bellezza e luce da chi la contiene. Quando ci si avvicina non si tocca bronzo o marmo ma si cerca il dialogo con lei, con la prima Madre delle Pie Discepole del Divin Maestro.
 

 26 marzo: Vestizione

 

I momenti forti della conclusione della traslazione hanno avuto inizio il 26 marzo con la Vestizione. Il corpo di Madre Scolastica che per cinque mesi aveva ricevuto i trattamenti conservativi dalla professionalità e delicatezza del prof. Giovanni Arcudi e dei suoi collaboratori, veniva rivestito di abiti nuovi, preparati con cura da Sr. M. Clementina Dragone: la tunica di bianco lino, l’abito in lana blu, lo scapolare e il manto azzurro... Così la “sposa” era pronta per essere posta nell’urna di plexiglas nel luogo allestito appositamente perché prima della traslazione potesse ricevere la visita delle sue figlie, della Famiglia Paolina, di parenti e amici.

Ufficialmente era previsto l’inizio delle visite la domenica 30 marzo, ma appena vestita a nuovo e posta nell’urna, attraverso un silenzioso ma incisivo passaparola, la saletta dove Madre Scolastica era posta non è mai rimasta vuota. Si è creato attorno a lei un clima intessuto di espressioni di affetto e di emozioni, nel silenzio e nella preghiera, mentre scorrevano le immagini del suo volto che aiutavano a ripercorrere una vita ritmata alla luce del “Signore, Tu solo e basta!”. Il sottofondo musicale con i nostri canti polifonici “di una volta” – Coelestis urbs Jerusalem, Dominus pascit me, ecc. – favoriva questo clima alimentando la riflessione e il richiamo alla santità e alla sua irradiazione.
           Dalle varie comunità della Provincia Italia a piccoli gruppi, con il treno o la macchina o l’aereo, arrivavano le sorelle per sostare accanto alla Madre, mentre le romane, non solo quelle del colle Portuense, come attratte da una calamita si vedevano in un continuo ritornare. Parenti e amici venivano avvisati per questo evento. Commovente è stata la presenza, di persona o con messaggi, di sorelle che per un tratto di cammino sono state Pie Discepole e avevano sentito e gustato il contagio spirituale di Madre Scolastica.
           Intanto, come era avvenuto in occasione dei funerali nel 1987 nell’imminenza del IV Capitolo generale, il mondo intero si rende presente con le sorelle partecipanti alla seconda sessione del VII Capitolo, nelle multiformità delle lingue, colori, canti.

3 aprile: punto d’arrivo e di partenza

E si giunge alla memorabile giornata del 3 aprile. Tutto è pronto. Tutti i cuori sono pronti. Da Guarene è arrivata la nipote Pina con il figlio Massimo e la delegazione ufficiale con il Parroco, don Dario Saglietti, la Signora Carla Boffa, sindaco e l’assessore Emilio Cravanzola. Arrivano i membri del Tribunale ecclesiastico presieduto da Mons. Gianfranco Bella, l’équipe medico-legale con il Prof. Giovanni Arcudi e il prof.  Silvestro Mauriello; c’è il Postulatore don Antonio da Silvache non  nasconde una certa

 emozione, ci sono rappresentanti della Famiglia Paolina, un folto gruppo di Pie Discepole, fra cui le novizie, postulanti e pre-postulanti provenienti da vari paesi d’Europa, i tecnici che hanno lavorato per le urne...

Ci sono diverse formalità giuridiche e tecniche da espletare ma prima di tutto si sosta per un momento di preghiera.

Dopo il saluto di Sr. M. Regina Cesarato, superiora generale, alcuni canti intercalano la lettura di un brano della lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 28-39), l’intervento del Postulatore, l’ascolto di una lettera di Madre Scolastica del 3 aprile 1947 al Fondatore. Si prega contemplando la santità nella Famiglia Paolina:

Trinità Santissima, Padre, Figlio e Spirito Santo,

noi ti lodiamo e ti ringraziamo

per la santità suscitata nella “mirabile Famiglia Paolina”.

Ti lodiamo e ringraziamo

per il Beato Giacomo Alberione,

per il Beato Timoteo Giaccardo,

per i Venerabili Canonico Francesco Chiesa,

Fratel Andrea Borello, Maggiorino Vigolungo, Maestra Tecla Merlo

e oggi in particolare per la Serva di Dio Scolastica Rivata.

Ci affidiamo alla loro intercessione per essere illuminati

e sorretti nel tempo che ci separa dal giorno in cui anche noi,

nella luce del Paradiso, canteremo l’eterno Alleluia. Amen

L’urna viene quindi chiusa e, da parte del Tribunale ecclesiastico del Vicariato di Roma, le vengono posti i sigilli che ne garantiscono l’inviolabilità e manifestano la cura che la Chiesa ha nel custodire le spoglie mortali dei Servi di Dio per favorire, secondo l’antica tradizione, la venerazione delle reliquie dei Santi e dei Beati e il pellegrinaggio alle loro tombe (cfr Sanctorum Mater, App. n. 1). Nello stesso documento (n. 9) si legge ancora che “per rendere le reliquie di un Beato o le spoglie mortali di un Servo di Dio più accessibili alla devozione del popolo di Dio, può verificarsi l’opportunità di trasferirle in maniera definitiva da un luogo ad un altro (ad es. da un cimitero ad una chiesa o cappella)”. E questo è quanto si sta per fare.

Ed ecco che alle ore 14 del 3 aprile tutto è pronto per il trasporto dell’urna di Madre Scolastica in Chiesa Gesù Maestro.

                                                         È una bella giornata di primavera! Cielo azzurro, alberi in fiore che danzano al vento con le bianche nuvole, un concerto di uccelli, il canto di sorelle e amici creano l’ambiente per la processione che si avvia e si snoda con sobrietà e grande dignità. Si entra in Chiesa e le spoglie mortali di Madre Scolastica sostano davanti all’altare mentre si proclama il Vangelo del “chicco di grano” (Gv 12,23-28) e si ascolta la seconda riflessione del Postulatore che poi le asperge con l’acqua benedetta a ricordo del Battesimo e le incensa per richiamare che quel corpo è stato il tempio del Dio vivente. Quindi, al canto del Magnificat ci si avvia verso l’urna preparata per accogliere Madre Scolastica.

L’urna, come sepolcro nuovo, riceve la benedizione:

Signore Gesù Cristo,

che riposando per tre giorni nel sepolcro,

hai illuminato con la speranza della risurrezione

la sepoltura di coloro che credono in te,

benedici quest’urna e fa' che la nostra sorella,

la serva di Dio Suor Maria Scolastica,

che in essa oggi viene deposta, riposi in pace

“nell’attesa della risurrezione dei morti

e della vita del mondo che verrà”.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Nell’urna in bronzo è già posta la cassa in legno nella quale lentamente viene calata quella che contiene le spoglie mortali di Madre Scolastica. Qualche istante ancora per guardare quel corpo intatto rivestito “dell’abito corale delle Pie Discepole” – secondo l’espressione di una persona presente -, e poi tutto viene ricoperto e sigillato e agli occhi appare solo la scritta incisa sul coperchio:

 

“se il chicco di grano caduto in terra non muore,

       rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.

Viene accesa la lampada, vengono posti i fiori e quasi a ritmo di danza gioiosa, spinti da una musica che viene dal cuore, i presenti toccano il sarcofago, lo accarezzano, lo baciano, vogliono un ricordo inciso su una fotografia per poter dire: “Io c’ero!”.
           Il cammino iniziato in Alba il 23 ottobre 2007 è terminato in questo 3 aprile 2008, legato al significativo 3 aprile 1947 che in Alba aveva visto il riconoscimento giuridico per le Pie Discepole, ma è una meta che dà il via a un nuovo inizio con la presenza della Prima Madre che accoglie chi entra e invita a guardare a Lui, al Tutto, a contemplare e vivere il grande dono dell’Eucaristia, “nella quale – come diceva con ardore - ci ritroviamo ogni giorno con Gesù il quale per noi è Tutto”.

E, a conclusione della giornata, in una Chiesa ancora una volta gremita di sorelle e fratelli, Madre M. Scolastica, dal suo luogo di sentinella, partecipa all’Eucaristia, presieduta da don Antonio da Silva, unendosi al corale rendimento di grazie al Signore che in questa mirabile Famiglia Paolina continua a tessere le meraviglie della santità, a edificare la sua Casa in questo nostro tempo, difficile e meraviglioso. Nell’omelia, don Antonio ha sottolineato che «ora la Chiesa ci responsabilizza non solo del dono di avere in questo tempio le sue spoglie mortali, ma di scrutare e conoscere l’opera di Dio in lei, in vita e dopo morte. La causa canonica ha proprio questa finalità. Nella sua salma abbiamo un segno di quell’ “eredità che non si corrompe”, e siamo portati a gioire con le parole del salmista: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia” (Sal 34,9»).

E come invito a camminare per conoscere sempre meglio quanto in lei ha fatto il Signore, sembra che Madre M. Scolastica guardandoci negli occhi anche oggi ci dica:

             “Noi non abbiamo proprio nulla di vantare.

Tutto ci viene da Lui.  Lui solo dev’essere ringraziato,

quindi a Lui solo devolviamo tutto per la sua Gloria”.