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Chiediamo di
notificare con sollecitudine eventuali grazie ricevute per
intercessione della Serva di Dio Madre M. Scolastica Rivata e di
comunicare tutte le testimonianze su di lei, anche piccole. Tutto è
materiale prezioso per il lavoro della Postulazione e la vostra è
collaborazione preziosissima! E’ attivato anche un apposito indirizzo
e-mail:
madrescolastica@pddm.org.


La bellezza suggestiva della Chiesa Gesù Maestro, voluta e seguita nella
sua prima realizzazione dal Beato Giacomo Alberione, dal 3 aprile 2008
ha accolto una particolarissima “opera d’arte”. Non si tratta di un
quadro o di una statua o di un monumento ma di una persona che si è
lasciata lavorare giorno dopo giorno dal Sommo artista.
L’urna che racchiude i resti mortali della Serva di Dio Madre M.
Scolastica Rivata, posta sotto la vetrata della creazione dell’uomo e
della donna, riceve bellezza e luce da chi la contiene. Quando ci si
avvicina non si tocca bronzo o marmo ma si cerca il dialogo con lei, con
la prima Madre delle Pie Discepole del Divin Maestro.
26
marzo: Vestizione
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I momenti forti
della conclusione della traslazione hanno avuto inizio il 26
marzo con la Vestizione. Il corpo di Madre Scolastica che per
cinque mesi aveva ricevuto i trattamenti conservativi dalla
professionalità e delicatezza del prof. Giovanni Arcudi e dei
suoi collaboratori, veniva rivestito di abiti nuovi, preparati
con cura da Sr. M. Clementina Dragone: la tunica di bianco
lino, l’abito in lana blu, lo scapolare e il manto azzurro...
Così la “sposa” era pronta per essere posta nell’urna di
plexiglas nel luogo allestito appositamente perché prima della
traslazione potesse ricevere la visita delle sue figlie, della
Famiglia Paolina, di parenti e amici. |
Ufficialmente era previsto l’inizio delle visite la domenica 30
marzo, ma appena vestita a nuovo e posta nell’urna, attraverso un
silenzioso ma incisivo passaparola, la saletta dove Madre Scolastica
era posta non è mai rimasta vuota. Si è creato attorno a lei un
clima intessuto di espressioni di affetto e di emozioni, nel
silenzio e nella preghiera, mentre scorrevano le immagini del suo
volto che aiutavano a ripercorrere una vita ritmata alla luce del
“Signore, Tu solo e basta!”. Il sottofondo musicale con i nostri
canti polifonici “di una volta” – Coelestis urbs Jerusalem, Dominus
pascit me, ecc. – favoriva questo clima alimentando la riflessione e
il richiamo alla santità e alla sua irradiazione.
Dalle varie
comunità della Provincia Italia a piccoli gruppi, con il treno o la
macchina o l’aereo, arrivavano le sorelle per sostare accanto alla
Madre, mentre le romane, non solo quelle del colle Portuense, come
attratte da una calamita si vedevano in un continuo ritornare.
Parenti e amici venivano avvisati per questo evento. Commovente è
stata la presenza, di persona o con messaggi, di sorelle che per un
tratto di cammino sono state Pie Discepole e avevano sentito e
gustato il contagio spirituale di Madre Scolastica.
Intanto, come era
avvenuto in occasione dei funerali nel 1987 nell’imminenza del IV
Capitolo generale, il mondo intero si rende presente con le sorelle
partecipanti alla seconda sessione del VII Capitolo, nelle
multiformità delle lingue, colori, canti.
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3
aprile: punto d’arrivo e di partenza |
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E si giunge alla
memorabile giornata del 3 aprile. Tutto è pronto. Tutti i
cuori sono pronti. Da Guarene è arrivata la nipote Pina con il
figlio Massimo e la delegazione ufficiale con il Parroco, don
Dario Saglietti, la Signora Carla Boffa, sindaco e l’assessore
Emilio Cravanzola. Arrivano i membri del Tribunale
ecclesiastico presieduto da Mons. Gianfranco Bella, l’équipe
medico-legale con il Prof. Giovanni Arcudi e il prof.
Silvestro Mauriello; c’è il Postulatore don Antonio da
Silvache non nasconde una certa |
emozione, ci sono rappresentanti della Famiglia Paolina,
un folto gruppo di Pie Discepole, fra cui le novizie, postulanti e pre-postulanti provenienti da vari paesi d’Europa, i tecnici che
hanno lavorato per le urne...
Ci
sono diverse formalità giuridiche e tecniche da espletare ma prima
di tutto si sosta per un momento di preghiera.
Dopo il saluto di Sr. M. Regina Cesarato, superiora generale, alcuni
canti intercalano la lettura di un brano della lettera di san Paolo
apostolo ai Romani (8, 28-39), l’intervento del Postulatore,
l’ascolto di una lettera di Madre Scolastica del 3 aprile 1947 al
Fondatore. Si prega contemplando la santità nella Famiglia Paolina:
Trinità Santissima, Padre, Figlio e Spirito Santo,
noi ti lodiamo e ti ringraziamo
per la santità suscitata nella “mirabile Famiglia Paolina”.
Ti lodiamo e ringraziamo
per il Beato Giacomo Alberione,
per il Beato Timoteo Giaccardo,
per i Venerabili Canonico Francesco Chiesa,
Fratel Andrea Borello, Maggiorino Vigolungo, Maestra Tecla Merlo
e oggi in particolare per la Serva di Dio Scolastica Rivata.
Ci affidiamo alla loro intercessione per essere illuminati
e sorretti nel tempo che ci separa dal giorno in cui anche noi,
nella luce del Paradiso, canteremo l’eterno Alleluia. Amen |
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L’urna viene quindi
chiusa e, da parte del Tribunale ecclesiastico del Vicariato di
Roma, le vengono posti i sigilli che ne garantiscono l’inviolabilità
e manifestano la cura che la Chiesa ha nel custodire le spoglie
mortali dei Servi di Dio per favorire, secondo l’antica tradizione,
la venerazione delle reliquie dei Santi e dei Beati e il
pellegrinaggio alle loro tombe (cfr Sanctorum Mater, App. n. 1).
Nello stesso documento (n. 9) si legge ancora che “per rendere le
reliquie di un Beato o le spoglie mortali di un Servo di Dio più
accessibili alla devozione del popolo di Dio, può verificarsi
l’opportunità di trasferirle in maniera definitiva da un luogo ad un
altro (ad es. da un cimitero ad una chiesa o cappella)”. E questo è
quanto si sta per fare. |
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Ed ecco che
alle ore 14 del 3 aprile tutto è pronto per il trasporto dell’urna
di Madre Scolastica in Chiesa Gesù Maestro.
È una bella
giornata di primavera! Cielo
azzurro, alberi in fiore che danzano al vento con le bianche nuvole,
un concerto di uccelli, il canto di sorelle e amici creano
l’ambiente per la processione che si avvia e si snoda con sobrietà e
grande dignità. Si entra in Chiesa e le spoglie mortali di Madre
Scolastica sostano davanti all’altare mentre si proclama il Vangelo
del “chicco di grano” (Gv 12,23-28) e si ascolta la seconda
riflessione del Postulatore che poi le asperge con l’acqua benedetta
a ricordo del Battesimo e le incensa per richiamare che quel corpo è
stato il tempio del Dio vivente. Quindi, al canto del Magnificat ci
si avvia verso l’urna preparata per accogliere Madre Scolastica.
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L’urna, come sepolcro nuovo, riceve
la benedizione:
Signore Gesù Cristo,
che riposando per tre giorni nel sepolcro,
hai illuminato con la speranza della risurrezione
la sepoltura di coloro che credono in te,
benedici quest’urna e fa' che la nostra sorella,
la serva di Dio Suor Maria Scolastica,
che in essa oggi viene deposta, riposi in pace
“nell’attesa della risurrezione dei morti
e della vita del mondo che verrà”.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
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Nell’urna in
bronzo è già posta la cassa
in legno nella quale lentamente viene calata quella che contiene le
spoglie mortali di Madre Scolastica. Qualche istante ancora per
guardare quel corpo intatto rivestito “dell’abito corale delle Pie
Discepole” – secondo l’espressione di una persona presente -, e poi
tutto viene ricoperto e sigillato e agli occhi appare solo la
scritta incisa sul coperchio:
“se il chicco di grano caduto in terra non muore,
rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.
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Viene accesa la lampada,
vengono posti i fiori e quasi a ritmo di danza gioiosa, spinti da
una musica che viene dal cuore, i presenti toccano il sarcofago, lo
accarezzano, lo baciano, vogliono un ricordo inciso su una
fotografia per poter dire: “Io c’ero!”.
Il cammino iniziato
in Alba il 23 ottobre 2007 è terminato in questo 3 aprile 2008,
legato al significativo 3 aprile 1947 che in Alba aveva visto il
riconoscimento giuridico per le Pie Discepole, ma è una meta che dà
il via a un nuovo inizio con la presenza della Prima Madre che
accoglie chi entra e invita a guardare a Lui, al Tutto, a
contemplare e vivere il grande dono dell’Eucaristia, “nella quale –
come diceva con ardore - ci ritroviamo ogni giorno con Gesù il quale
per noi è Tutto”. |
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E, a
conclusione della giornata, in una Chiesa ancora una volta gremita
di sorelle e fratelli, Madre M. Scolastica, dal suo luogo di
sentinella, partecipa all’Eucaristia, presieduta da don Antonio da
Silva, unendosi al corale rendimento di grazie al Signore che in
questa mirabile Famiglia Paolina continua a tessere le meraviglie
della santità, a edificare la sua Casa in questo nostro tempo,
difficile e meraviglioso. Nell’omelia, don Antonio ha sottolineato
che «ora la Chiesa ci responsabilizza non solo del dono di avere
in questo tempio le sue spoglie mortali, ma di scrutare e conoscere
l’opera di Dio in lei, in vita e dopo morte. La causa canonica ha
proprio questa finalità. Nella sua salma abbiamo un segno di quell’
“eredità che non si corrompe”, e siamo portati a gioire con le
parole del salmista: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia” (Sal 34,9»).
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E come
invito a camminare per conoscere sempre meglio quanto in lei ha
fatto il Signore, sembra che Madre M. Scolastica guardandoci
negli occhi anche oggi ci dica:
“Noi non abbiamo proprio nulla di vantare.
Tutto ci viene da Lui. Lui solo dev’essere ringraziato,
quindi a Lui solo devolviamo tutto per la sua Gloria”.
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